La compagnia "Il nuovo Teatro dei Nove"
presenta: "L’uomo dal fiore in bocca".
di Luigi Pirandello
L'opera, breve ma intensa, ripropone il dramma dell'incomunicabilità e della solitudine dell'uomo di fronte alla morte. L'uomo dal fiore in bocca riflette sull'esistenza, sulla importanza della quotidianità e sui dettagli delle cose. Si rende conto che questi momenti saranno gli ultimi che potrà vivere e godere, ed è questa consapevolezza che lo porta ad attaccarsi incondizionatamente ad essi ed a giudicarli importanti, a gustare dei particolari più piccoli e insignificanti per convincersi della loro vanità e soffrire meno della morte imminente. Ma nonostante tenti di disprezzare l'esistenza, riaffiora sempre continuamente il tentativo di "essere" e di godere ancora la vita fino al limite delle sue possibilità esistenziali, legato ad essa "come un rampicante alle sbarre d’una cancellata".
La compagnia "Il Prologo"
presenta: "Tre piccoli tesori".
di W. Campione e R. Martinenghi
Metti un Natale come tanti Natali. Metti due casette da liberare per sfratto inderogabile. Metti tre tesorini … pardon … vecchie amiche che si detestano. Metti tre tesorini, le stesse vecchie amiche che si amano. Metti due forti e grossi pugni. Metti un gran menù di Natale … e voilà!!! Le jeux sont fait!!! Pardon il "Porto" è servito!
La compagnia "Città di Milano"
presenta: "La Cantatrice Calva ".
di E. Ionesco
La Cantatrice Calva ( 1949 ) è stato il primo esempio di un nuovo genere teatrale, il teatro dell'assurdo, in cui la vicenda subisce uno stravolgimento e un allontanamento dai canoni di comunicazione teatrale utilizzando frasi fatte, dialoghi contrastanti e luoghi comuni. I personaggi parlano ma non comunicano, limitandosi a uno scambio di frasi banali e convenzionali, prigionieri del loro conformismo. L’autore definisce il suo lavoro una "anticommedia" caratterizzata da un surrealismo soprattutto verbale. La sua comicità, fondata sull'assurdo e il nonsenso, costituirà sempre una costante del teatro di Ionesco. Il lavoro vuole rappresentare l'incomunicabilità dei giorni nostri - ignorata o negata – con una forma comico-grottesca, dalla quale fuoriesce la tesi di Ionesco: ridere di noi stessi, lasciandoci ( complice una assurda e graffiante ironia ) la consapevolezza di cosa e perch´ stiamo ridendo.
La compagnia "Tic"
presenta: "Tredici a tavola".
di G.M. Sauvajon
E' la classica commedia che gioca su una diffusa superstizione per creare le più disparate situazioni tragicomiche che non possono non far sorridere. Una coppia sta organizzando la cena di Natale, quando si accorge che ci saranno 13 commensali seduti a tavola. Inizia un tortuoso peregrinare nella vana ricerca di lasciare qualcuno a casa o di aumentare il numero di invitati. Colpo di scena, una vecchia fiamma spagnola del protagonista che semina scompiglio con vecchi rancori, gelosie e armi da fuoco.
La compagnia "Lo Stabile di Corsico"
presenta: "La cena dei cretini".
di F. Veber
Il mercoledì, per un gruppo di amici della Parigi bene, è un giorno particolare, è il giorno della cena dei cretini. Un gioco spietato ma assolutamente divertente che prevede di invitare a cena la persona più stupida incontrata nella settimana precedente. Una comicità travolgente, basata sull'ambiguità e sugli equivoci, ma anche sulla risata semplice, di quelle che ti escono dal cuore, con una punta di moralismo che non guasta.
La compagnia "Il nuovo Teatro dei Nove"
presenta: "L'impresario delle Smirne".
di Carlo Goldoni
Nella Venezia settecentesca un gruppo di cantanti, uomini e donne, vogliono farsi scritturare, cercando di prevalere l'uno sull'altro senza esclusione di colpi, da un impresario turco, che vuole ospitare l'opera italiana nelle Smirne. Molti i personaggi pittoreschi: la cantante fiorentina Lucrezia, affascinante e capace di tutte le astuzie del bel sesso; le due litiganti Tognina e Annina, che danno vita a duetti comici spassosi; il soprano Carluccio, effeminato ed astioso; Pasqualino, succube delle donne... Tutti ci danno un curioso accostamento fra teatro e vita, pienamente goldoniano ma anche moderno e sempre vivo.