Settembre 2008, il Comitato F.I.T.A. MILANO
Dopo otto anni di Presidenza dell'amico Carlo D'Adda e del Comitato
che con lui ha lavorato, ora la "patata bollente" è passata
nelle nostre mani. Riteniamo sia doveroso un ringraziamento sincero
per quanto Carlo ha fatto o cercato di fare e gli auguriamo di
lavorare proficuamente nella F.I.T.A. REGIONALE.
Crediamo anche che sia opportuno, nell'intraprendere questa nuova
avventura, una breve presentazione del nuovo Comitato soprattutto
a favore di coloro che hanno ritenuto non essenziale prendere
parte all'elezione lasciando ai soliti noti, come purtroppo troppo
spesso accade all'interno di F.I.T.A. MILANO, il compito di scegliere
chi guiderà la provincia per i prossimi quattro anni.
Su oltre CINQUANTA compagnie affiliate per l'anno in corso, solo
TREDICI hanno partecipato al momento democratico per eccellenza
che è la scelta dell'organo direttivo.
Lasciamo a ognuno di voi le proprie valutazioni.
Comunque, nel proprio ambito, il Comitato ha scelto come Presidente
Gianni Esposito, come suo Vice Mauro Trotta e come Tesoriere Danilo
Musizza; gli altri membri, i consiglieri Giuliana Rubbia, Alice
Longoni e Marcello Sillato avranno compiti di segreteria e di
supporto di cui sarà dato conto di volta in volta.
Sul
sito Internet di F.I.T.A. MILANO www.fitamilano.it troverete recapiti,
compagnie d'appartenenza e col tempo tutte le informazioni necessarie.
Saremo in ogni caso il Comitato di TUTTI, di chi ci ha dato fiducia
e di chi non ha ritenuto di investire una piccola parte del proprio
tempo per scegliere, per contare, per far sentire la sua voce,
ma ci preme sottolineare come sia necessario recuperare lo spirito
di APPARTENENZA per poter far funzionare in modo migliore la NOSTRA
FEDERAZIONE.
Altre province lombarde e ancor di più altre regioni questo
spirito lo hanno e non a caso funzionano meglio della nostra!
Questa lamentela è trita e ritrita ma per noi è
uno dei punti ESSENZIALI del nostro programma e pareva doveroso
estrinsecarla in questo primo atto ufficiale, cercheremo comunque
di non tediare più, soprattutto coloro che abitualmente
partecipano alla vita della Federazione, con questi continui richiami
alla partecipazione che ci auguriamo possa aumentare per ciò
che questo Comitato sarà in grado di costruire nel tempo,
ma è innegabile che se non cambiano le condizioni di fondo
non si potranno fare miracoli
E dopo questo preambolo veniamo a parlare di cosa ci proponiamo
di fare, almeno nell'immediato
WE HAVE A DREAM... (parafrasando qualcuno che nella storia ha lasciato
un segno)
Il valore e il piacere dello stare insieme, che siamo sicuri ognuno
di voi cerca di creare nel proprio gruppo, noi vorremmo riuscire
a crearlo in F.I.T.A. MILANO, lasciando da parte invidie e gelosie,
il sentirsi più bravi degli altri, il pensare unicamente
ai propri interessi più immediati, e arrivare a una vera
COOPERAZIONE, dove i migliori, perché ovviamente non siamo
tutti uguali, possano essere un riferimento per chi sta crescendo.
Ci piacerebbe che i tanti microcosmi, in cui oggi è frammentata
la nostra provincia,
diventassero un insieme unico, fatto di amicizia, collaborazione
e aiuto reciproco, che possa portare anche a competere uno con
l'altro, ma in modo leale, sano, dove chi eccelle sia un modello
da imitare, e al tempo stesso un fiore all'occhiello per tutti,
perché se qualcuno è in grado di portare lustro
alla nostra provincia a lungo andare tutti ne trarremo dei benefici.
È utopia questa? È un sogno irrealizzabile?
Può darsi! Ma quale luogo migliore del nostro per cullare
i sogni? Non è forse questa la MAGIA del teatro? E allora
perché non provarci?
Quante volte abbiamo ambito alla parte del protagonista, e poi
abbiamo dovuto accontentarci di ruoli marginali? Questa è
l'occasione per diventare protagonisti, protagonisti del destino
delle nostre compagnie! Porta il tuo contributo di idee, di passione,
di competenze, e comunque vada diventeremo amici ci arricchiremo
l'uno con l'altro e questo sarà già il primo successo!
Questa insistenza a una maggiore partecipazione è determinata
dal fatto che il teatro non è fatto solo di prove, di luci,
costumi e scenografie, in seno alla nostra Federazione è
fatto anche di geopolitica o per essere più chiari di peso
politico delle varie regioni presso l'organo centrale dove giungono
i soldi delle nostre iscrizioni, e dove si determinano le scelte
su come investire tali soldi.
Ora per essere estremamente chiari sono ormai tre mandati che
la Lombardia, nonostante sia la terza regione per numero di compagnie
iscritte, non riesce a portare un proprio membro nella "stanza
dei bottoni" e questo a causa della nostra esigua partecipazione
Noi crediamo che questa tendenza vada cambiata e perciò
insistiamo su questo punto.
PER POTER FARE DI PIÙ È NECESSARIO AVERE PIÙ
RISORSE DA INVESTIRE E OGGI NOI NON NE ABBIAMO
Per risorse si intendono non solo quelle economiche, ma anche
strutture, competenze, e quant'altro possa servire a migliorare
la nostra capacità di far Teatro!
Il reperimento delle risorse è il secondo punto del nostro
programma o meglio, il primo a pari merito con quello della partecipazione,
ed è a tal fine che già con questa prima nostra
presentazione chiediamo, a chiunque possa darci una mano, di mettersi
in contatto con noi secondo quello SPIRITO, di cui sopra, che
a nostro avviso dovrebbe animare una Federazione.
Frequentando manifestazioni della F.I.T.A. NAZIONALE non si può
fare a meno di notare realtà come il Veneto o la Sicilia,
che hanno un maggior numero di compagnie e molte di buonissimo
livello, che sono esempi da imitare per la loro coesione e organizzazione.
Sono regioni che godono di aiuti e sovvenzioni che certamente
aiutano, ma la Lombardia, che eccelle in molti campi, è
possibile che non sia in grado di eccellere anche nel teatro amatoriale?
Anche loro da qualche parte avranno pure iniziato, e noi perché
non vogliamo provare a raccogliere questa sfida, a compattarci
per poi far sentire la nostra voce in comuni, provincia e regioni?
Una voce che ovviamente non può essere flebile come quella
attuale, dovrà essere un vocione forte, capace di incutere
soggezione, rispetto... Perché non provarci? Ci costerà
qualche sacrificio, lo spostamento di qualche prova, qualche ora
di sonno in meno (ma tanto per dormire c'è tutta l'eternità),
ma l'obiettivo che perseguiamo lo merita!
Volevano essere poche righe di presentazione e sono diventate
due pagine... d'altra parte le cose da fare sono tante e così
ci siamo lasciati prendere la mano.
Anche questo è un segno di quanto teniamo a questo ruolo
di cui siamo stati investiti e speriamo di aver convinto almeno
qualcuno di voi sulla necessità di dare il proprio contributo.
Le altre questioni da affrontare le lasciamo alle prossime riunioni
da cui auspichiamo nascano nuovi stimoli e tante idee per crescere
insieme in modo esponenziale!
NOI CONTINUIAMO AD AVERE UN SOGNO...